Una lettura diversa del bilancio

Se c’è un atteggiamento che ho sempre ritenuto surreale, sconclusionato, sopra le righe e fuori luogo, questo è quello proprio di chi, nell’agone politico, punta a irretire, provocare e insultare gli avversari.
Se c’è un atteggiamento che non ho mai condiviso e che ho sempre ritenuto un comportamento inadeguato da parte di un politico questo è proprio quello di chi si atteggia ad una presunta superiorità morale, intellettuale o peggio di libertà assoluta rispetto alle dinamiche di gruppo o di partito, accusando “gli altri” di sudditanza agli ordini dei capi. Da qualunque parte provengano questi atteggiamenti, da destra come da sinistra, dai miei amici di partito o dai miei avversari, da chiunque siano portati avanti, ho sempre pensato che non solo siano segno di scarsa intelligenza, ma anche la prova provata di quanto si sia inadeguati al ruolo che si ricopre o che si vuol ricoprire.
Se c’è una modalità di fare politica oggi più che mai che non mi convince è proprio quella di costruire una narrazione distante dalla realtà e dalla oggettività per confermare le certezze nei propri supporter e distogliere l’attenzione dal tema di fondo di quella che dovrebbe essere la discussione nel merito.
Tutto questo, tutti questi atteggiamenti e comportamenti li ho visti nelle sedute del 28 e 29 dicembre scorso in consiglio comunale convocato, tra l’altro, per l’approvazione del bilancio di previsione 2021.
Prima di procedere oltre, mi pare però opportuno, sottolineare anche un altro fatto che ritengo imbarazzante rispetto a quello che dovrebbe essere un atteggiamento corretto di fare opposizione in un emiciclo politico.
Come tutti sanno i bilanci dei Comuni sono tutti in grave difficoltà per gli effetti della pandemia che da oltre dieci mesi ci ha colpito. Come tutti possono immaginare è ben difficile giostrarsi tra la banalità delle richieste di non far pagare tasse, tributi e contributi vari e nello stesso tempo assicurare, in assenza di entrate, i servizi ai nostri cittadini e magari fare in modo che altri cittadini abbiano il sostegno anche economico da parte dell’Amministrazione.
Ebbene, nella seduta del 28 dicembre abbiamo portato la ratifica di una variazione di bilancio che riguardava essenzialmente i servizi educativi e i servizi sociali. In particolare, questo atto di cui si chiedeva il voto favorevole, spostava ai servizi sociali la somma di 970 mila euro al fine di rispondere a tutta una serie di interventi necessari per contribuire al sostegno delle persone e delle famiglie varesine in difficoltà.
A fronte di un siffatto intervento mi sarei aspettato se non il voto a favore, come minimo l’astensione. Ebbene invece ho dovuto vedere il voto contrario e non giustificato in alcun modo, da parte del compatto gruppo della Lega.
Ho voluto citare questo episodio ed ho voluto partire da questo prima di proseguire questa mia riflessione perchè credo che questo voto negativo rappresenti e dia la rappresentazione di quello che è stato il proseguo del dibattito e l’occasione sprecata per mettere da parte la faziosità e aggiungere credibilità al proprio mandato ormai in scadenza anche per i consiglieri comunali, oltre che ad una buona dose di sincerità a supporto delle proprie posizioni.
Sono infatti occasioni come queste che offrono la chiave di lettura per interpretare la genuinità e, appunto, la sincerità delle posizioni che si vogliono sostenere in politica. E’, quando ti si offre l’occasione per votare e sostenere senza particolare enfasi l’altra parte, che puoi dimostrare di essere uno che sa leggere la situazione, valutare il paradigma e sapere giocare la carta del politico serio e non fazioso.
Purtroppo non è stato così e si sono riproposti dall’opposizione gli stessi emendamenti di sempre: non far pagare i parcheggi, abbandonare il piano sosta, dare soldi alle scuole materne convenzionate, dare soldi ai commercianti e così via. La brava collega Buzzetti, in tutti i suoi interventi, sia quelli in presentazione del bilancio, sia in quelli ripresi dalla stampa, ha sempre messo in evidenza come questo nostro bilancio di previsione 2021 non potesse essere che prudente. Prudente perchè abbiamo tre vincoli. Il primo, la “tassa occulta” che ci è stata lasciata dall’Amministrazione Fontana che ci impone di non spendere 380 mila euro all’anno per ripianare il deficit tecnico ereditato. Il secondo, siamo in piena pandemia e quindi non sappiamo ancora se le entrate previste ci saranno né quale sarà la portata effettiva delle uscite. Il terzo e non certo ultimo, non sappiamo ancora con precisione se e di quale entità saranno tutti gli impegni dello Stato circa il sostegno alla finanza degli Enti Locali. Accanto a questi motivi che, a rigor di logica non potevano non solo non essere compresi, ma che dovevano anche essere condivisi, vi erano altre sottolineature. Il mantenimento degli impegni presi circa gli interventi infrastrutturali da fare, comprese le asfaltature vera piaga varesina, il mantenimento dei servizi, la conferma di una spesa educativa e sociale, anche in momenti di particolare carenza di risorse, pari a quasi 15 milioni di euro ( dieci a carico dei sociali e 5 a favore dei servizi educativi ) e scusate se è poco, la conferma dei progetti a cui l’Amministrazione ha lavorato anche in questi ultimi mesi portando avanti tutti gli aspetti economico giuridici come ad esempio il piano stazioni, l’intervento sulla Caserma Garibaldi, il trasferimento del mercato, lo studentato e il recupero di appartamenti comunali a Biumo inferiore, l’intervento su largo Flaiano ed altri per migliorare l’intero comparto di viabilità in entrata e uscita da Varese e così via.
Dunque a fronte di un supplemento di coerenza che ha visto questa Amministrazione, nel suo ultimo bilancio evitare di fare i “fuochi d’artificio”, ma giocare la carta della responsabilità e della prudenza, a fronte di tutto questo, abbiamo sentito vagheggiare in rete, giacchè il consiglio si è svolto in streaming per effetto delle norme anticovid, si è sentito accusare il Sindaco e la Giunta di assenza di visione, di bilancio di basso profilo, di incapacità di saper cogliere i suggerimenti della minoranza e altre amenità tra l’offensivo e il banale, il tutto condito da qualche intemperanza e qualche dotta citazione di politici del secolo scorso che, citati senza un ragionamento politico serio e strutturato hanno fatto la figura delle frasi stampate sulla carta dei cioccolatini.
Insomma, a me pare che si sia persa per l’ennesima volta l’occasione di dimostrare di essere all’altezza dei tempi e delle responsabilità che si presume essere in grado di assumersi nel dichiarare di voler sostituire l’attuale maggioranza e il Sindaco Galimberti. E, tutto sommato, neanche l’aver udito per la prima volta in cinque anni la voce di chi dovrebbe guidare questa “Armada invencible” ha aiutato a capire di più e di quale spessore politico si stia parlando.

Roberto Molinari
Assessore ai Servizi Sociali

www.rmfonline. 16.01.2021