Macelleria sociale

Macelleria sociale

Sfogliando mentalmente tra i miei trascorsi studi scolastici, soprattutto quelli storici, mi ha fatto capolino, recentemente, un personaggio protagonista dell’Italia unita.

Quintino Sella il Ministro delle Finanze del post 1860 quello che introdusse la famosa ( allora ) tassa sul macinato. Quintino Sella esponente della destra storica risorgimentale al fine di raggiungere il pareggio di bilancio nel nuovo stato unitario introdusse questa tassa molto molto impopolare. La tassa, infatti, colpiva pesantemente i ceti popolari della neonata nazione Italia, allora non esisteva il ceto medio, nato solo con la Repubblica (sic) . E, il modo più sicuro per evitare il default del nuovo Stato sorto dalle ceneri delle guerre di indipendenza, “inventato” dal Ministro, fu quello di colpire il più ampio numero di persone e cioè la grande massa popolare su ciò che maggiormente poteva portare una entrata allo Stato e cioè la base dell’alimentazione delle persone. Ovviamente la cosa non fu indolore per tutti gli anni in cui rimase questa odiosa tassa. Si ebbero così periodicamente sommosse e scontri di piazza. Oltre all’odio dei ceti popolari, soprattutto quelli meridionali, ma non solo, verso la classe dirigente che aveva fatto l’Italia unita gettando così le basi per quei sentimenti di estraneità allo Stato liberale che poi avremmo pagato dopo la prima guerra mondiale.

Ebbene, non me ne si voglia, ma quando ho ascoltato la notizia che l’agenzia di reting Fitch aggiungeva un + alla nostra valutazione BBB ( quindi un miglioramento ) per effetto della gestione rigorosa del bilancio dello Stato italiano, ebbene, mi è venuto spontaneo questo ricordo.

La faccio breve. Oggi i conti dello Stato italiano sono sicuramente a posto ( malgrado il debito astronomico ) e certamente tutto questo è dovuto a molti fattori, tuttavia, c’è un ma.

Innanzitutto sapere che le tasse gravano in gran parte su chi è lavoratore dipendente non è proprio una buonissima notizia. E non lo è neanche la sottolineatura che solo un italiano su due paga le tasse.

Quello che mi preme portare all’attenzione del lettore che con pazienza mi legge è evidenziare come oggi lo Stato, questo Governo, usi i comuni come un bancomat per la tenuta dei suoi conti e faccia macelleria sociale attraverso i vincoli che impone alle amministrazioni locali.

Della serie, lancio il sasso, ma nascondo la mano, così che la “colpa” poi ricada su altri.

Oggi, i continui tagli alla spesa corrente dei Comuni. I vincoli posti, i limiti assunzionali. Le risorse prima messe poi tolte con colpi di mano ( vedi la ormai notissima vicenda dei contributi frontalieri sottratti di notte in finanziaria 2025 al Comune di Varese, quasi 5 milioni di euro ). Ma vedi anche l’ultima decisione che ci è stata comunicata non molto tempo fa dal Governo. Agli Enti Locali che “sono obbligati ad ospitare” minori stranieri non accompagnati ( minori che si rintracciano sul territorio comunale ) saranno rimborsate ahimè, solo il 35% delle spese sostenute quando le norme dicono altro e sapendo che un minore in comunità costa tra gli 80 e i 120 euro al giorno ( ma questi non dovevano fermare l’immigrazione illegale ??? ). E, ancora, come non dimenticare, poi, il tema casa, dove, ai Comuni, ai Servizi Sociali, sono state tolte tutte le risorse destinate a sostenere gli affitti e la morosità incolpevole il che, unito ai tagli al c.d. reddito di cittadinanza oggi reddito di inclusione ha gettato nel panico migliaia di persone oltre ai comuni che avevano così un intervento per limitare gli sfratti e la possibilità di aiutare gli indigenti.

Insomma, come ho già detto anche in altre sedi, oggi, l’attuale Governo, furbescamente, impone una macelleria sociali attraverso i comuni perché continua a togliere risorse e a indicare proprio gli Enti Locali come responsabili quando gli unici responsabili stanno a Roma.

Ma attenzione. Oggi, se non cambia nulla nei prossimi 4 o 5 anni, i comuni di questo nostro Paese, al di là del colore politico della maggioranza che li governa, non saranno più in grado di dare i servizi ai cittadini. La scelta di tagliare risorse ai comuni è la scelta più semplice di chi non sa quasi nulla, non ha percezione di cosa sia oggi amministrare a livello locale e di quale portata abbia il welfare fatto dai comuni. La “tassa sul macinato” è tornata e ha le sembianze dei tagli che portano della distruzione del nostro welfare locale. E’ fin troppo facile fare “cassa” con gli Enti Locali. Insomma, non cambia mai niente in questo Paese né quando governa la destra storica né quando governa la destra destra post-fascista. A pagare è sempre la povera gente.

Roberto Molinari

( pubblicato su La Finestra del mese di ottobre 2025 )