Voto di oggi, scenari di domani

Voto di oggi, scenari di domani

Il 24 e 25 maggio si vota per una tornata amministrativa che non riguarda solo la nostra provincia, ma anche il resto del Paese. Da noi, significativi, sono, per citarne solo alcuni, i rinnovi dei comuni di Laveno, Luino e Somma Lombardo.

Sarebbe un errore di metodo confondere il piano analitico che riguarda appuntamenti locali con una sorta di proiezione sulle elezioni politiche che si svolgeranno nel 2027.

Vale tuttavia sottolineare l’orientamento che si può registrare da questi appuntamenti, dato che può servire per cercare di disegnare un quadro politico che può andare ad evolversi nei prossimi mesi senza che, ovviamente, si pensi di avere il potere taumaturgico di dire chi vincerà le elezioni amministrative del 2027, vedi a Varese, Busto Arsizio e Gallarate o alle politiche.

E, dunque, provo a sottoporre al lettore alcuni pensieri al riguardo. Il primo aspetto da tenere presente è che alle elezioni amministrative prevale generalmente il dato locale rispetto agli orientamenti politici. Non è una regola aurea, ma un dato oggettivo. E questo ci spiega anche o quanto meno ci conferma, ad esempio, il perché, quando si vota in Lombardia per il Governatore o per le elezioni politiche sino ad ora ha prevalso il centrodestra, mentre quando si vota per le amministrative, nelle città capoluogo nella nostra regione prevale a mani basse il centrosinistra.

Dunque, la prima variabile è rappresentata da un misto di elementi. Il candidato sindaco, l’esperienza amministrativa mostrata, il differente e più scarso tasso di conflittualità politica rispetto ad un centrodestra generalmente molto litigioso e così via. In sostanza succede che molti elettori di centrodestra al momento del voto per le elezioni amministrative cambino il loro orientamento e votino il candidato sindaco di centrosinistra. Vedremo come andrà stavolta.

Secondo aspetto, forse più di tipo emotivo che razionale. Il recente risultato referendario. Il Governo Meloni, la premier e il centrodestra sono usciti indeboliti dall’appuntamento. Gli elettori han percepito che la premier non è più invincibile e il suo recente agitarsi in Parlamento o nelle conferenze stampa sta a indicare nervosismo e un tantino di inadeguatezza rispetto alla freddezza che il momento richiederebbe. Le gaffe continue e imbarazzanti che si sono succedute in questi ultimi mesi, le dimissioni tardive di personaggi sempre difesi danno il senso che atteggiamenti auto-assolutori non sono più accettati dall’opinione pubblica, compresa quella di centrodestra. Insomma, è finito il tempo del “lei è brava, ma è circondata da mediocri”. Ora le sono imputate anche carenze collettive di chi si è scelta come collaboratori.

Dunque l’onda lunga del referendum perso potrebbe portare a un certo disincanto da parte degli elettori di centrodestra traducendosi in distacco e non partecipazione al voto soprattutto se i candidati proposti sono percepiti poco convincenti. Quello che ho appena scritto può sembrare in contraddizione con quanto affermato all’inizio sulla capacità degli elettori di distinguere tra posizioni politiche nazionali e elezioni amministrative. Ma la bocciatura referendaria è fresca e può produrre ancora alcuni effetti.

Ma attenzione. Ciò non vuol dire che il centrosinistra abbia in tasca i voti di chi si è mobilitato per difendere la Costituzione da un tentativo neanche tanto nascosto di cambiarne gli equilibri. Così come non può pensare che vi sia un netto e solido legame tra i giovani che hanno partecipato in massa a questo evento e la possibilità che si mobilitino anche in elezioni locali. Diciamo che tutto si tiene, all’interno di una cornice che serve a interpretare il quadro politico, ma senza voli pindarici. Aggiungo un ulteriore elemento.

La crisi internazionale unita a quella economica, il rapporto privilegiato o presunto tale con Trump, il giochino dell’amicizia con Orban, ma anche con Mertz e Ursula Von der Leyen, insomma il “cerchiobottismo” in salsa “romana” ha, alla fine, messo in evidenza che marketing e capacità di fare politica e di leggere la realtà che ci circonda non sempre coincidono e anzi, ora, questi limiti sono apparsi evidenti tanto da coinvolgere non solo la compagine di maggioranza, ma la Meloni stessa.

Dunque questa tornata amministrativa ci potrà dare utili indicazioni, un orientamento, una tendenza anche per le elezioni prossime e venture che più ci interesseranno da vicino e cioè quelle di Varese, Busto Arsizio e Gallarate, con una avvertenza. Il quadro politico è in continua evoluzione, non è statico e probabilmente vedrà vincitore chi meglio saprà unire flessibilità ed elasticità nelle risposte da dare agli elettori con un fermo indirizzo politico.

pubblicato da www.rmfonline.it del 22 maggio 2026