Vaccini sì, ma quando?

Indicazioni provvisorie, se non vaghe

Circa una settimana fa è stato approvato dalla Regione Lombardia il suo quarto piano vaccinale. Nel momento in cui scrivo, la Giunta Regionale, ha licenziato il quinto correggendo, in buona parte, quello precedente, ma lasciando alcune vaghezze che confidiamo siano coperte nel breve.

Probabilmente, Draghi procederà ad un processo di accentramento dei piani evitando così la frammentazione regionale che fa si che oggi ci sia un piano diverso per ogni regione. Il nuovo corso dato alla Protezione Civile rimettendola al centro dell’azione sembra già un passo in avanti verso questa soluzione, così come la nomina di un Generale già responsabile della logistica dell’esercito a Commissario all’emergenza al posto di Arcuri. Questi aspetti confermano una certa provvisorietà rispetto a tutti gli elaborati fin qui proposti ed un possibile cambio di rotta, magari anche significativo, anche nei prossimi giorni.

Ma, per ritornare alla Regione Lombardia, la Moratti e Bertolaso sostengono, nell’ultimo elaborato, che entro il mese di giugno la campagna di vaccinazione massiva potrà essere terminata ( 6,6 milioni di persone ) e che per raggiungere questo obiettivo si dovrà procedere a fare 170 mila vaccinazioni al giorno.

Per il territorio dell’ATS Insubria questo vuol dire almeno 29 mila vaccini al giorno. Ora, al riguardo il primo dubbio che sorge leggendo le carte è che non è indicata la data di inizio delle vaccinazioni massive e va tenuto in conto che, sempre ad oggi, la vaccinazione degli ultra ottantenni sta procedendo con ritardi, come confermato ahimè, dai numerosi sms che Regione sta mandando proprio a queste persone per scusarsi del ritardo e del non aver ancora comunicato ai più la data di vaccinazione e il luogo.

Permane quindi il dubbio che i tempi dati siano un tantino esagerati, ma soprattutto permane il dubbio che le affermazioni perentorie della Moratti e di Bertolaso nascondano un dubbio. Insomma, per Moratti e Bertolaso, la Lombardia è pronta, ma se non ci si riesce è colpa del Governo centrale.

Chissà se tra qualche settimana questa affermazione sarà ancora valida visto che ora, al Governo, c’è anche la Lega. Ma lasciamo cadere la battuta.

Veniamo però ad alcuni aspetti che mi paiono interessanti, relativi a questo quinto piano presentato. Innanzitutto, rispetto a quello precedente sono indicati con certezza i luoghi dove si concentreranno le vaccinazioni massive. Forse su questo, sfogliando l’elenco che ci riguarda si vede una qualche carenza rispetto al sud della provincia e forse qualche punto in più poteva essere indicato, ma tant’è.

Manca, ad oggi, tuttavia, l’indicazione dei numeri del personale da impiegare per la somministrazione. Non si sa ancora, o meglio, non è ancora stato detto con certezza come si procederà, quali criteri si adotteranno, priorità a chi si iscrive prima, priorità all’età, od ad altre categorie. Si abbandona la piattaforma precedente per procedere con quella di PosteItaliane, già adottata dalle altre regioni e che a detta della Moratti consentirà un accesso ai cittadini dal portale, call center, uffici postali e portalettere.

A tal riguardo, sicuramente, alla luce dell’esperienza che si sta facendo con gli ultra ottantenni in questi giorni, dei miglioramenti si potranno sicuramente mettere in campo evitando situazioni, francamente imbarazzanti, come quella capitata all’Ospedale del Circolo di Varese il primo giorno con i nostri anziani ( ultra ottantenni è bene non dimenticarlo ) in fila in attesa e al freddo. Una buona dose di buon senso e qualche capacità previsionale organizzativa in più, tenuto anche in conto della popolazione a cui ci si rivolge, potranno evitare disagi e figuracce da parte della Regione Lombardia nel suo rapporto con i cittadini.

In ultima analisi, dai dati del Ministero della Salute al 24 febbraio scorso, per quanto riguarda il vaccino Astra Zenica da somministrare alle forze dell’ordine e agli insegnanti, la Regione Lombardia ha inoculato solo il 20% delle dosi fornite, contro il 38% del Lazio e il 96% della Toscana. Sempre nel piano n. 5 si legge, circa la capacità a regime che “ i centri vaccinali massivi individuati garantiscono una capacità pari a circa 140 mila somministrazioni di vaccino al giorno. Alla capacità dei centri massivi si aggiungono circa 30 mila somministrazioni al giorno garantite dalle strutture sanitarie private ( ospedali e ambulatori ) e dal canale distribuito ( MMG, farmacie, somministrazioni domiciliari, aziende etc etc ), ma su quest’ultimo punto non si aggiunge molto di più e c’è una certa vaghezza e, se mi si passa la banale considerazione, tenuto in conto di quanto sia sviluppata e sostenuta la sanità privata in Lombardia i numeri mi paiono veramente pochi per contribuire ad una emergenza nazionale come quella che stiamo vivendo. Forse, anche in questo caso, vale un antico detto usato per altri settori e che si potrebbe parafrasare così “ gli utili al privato, i costi al pubblico”

E a Varese come siamo messi? Cosa succede e che prospettive abbiamo?

Una premessa è d’obbligo. I comuni non hanno competenze in materia sanitaria in quanto tutto è in mano alla Regione e quindi alle sue diramazioni territoriali e cioè ASST e ATS. A Varese, come Amministrazione Galimberti, ci siamo mossi per tempo nel comunicare all’ATS tutta una serie di possibili luoghi dove poter procedere alla vaccinazione massiva ( 13 per la precisione ) e questo a secondo delle dimensioni richieste, appunto, dalla Regione.

Ma abbiamo fatto di più in queste settimane. Proprio in ragione della necessità di fornire più luoghi e spazi che potessero servire non solo ai cittadini di Varese e tenuto in conto anche che sembrava, inizialmente, che tutta la popolazione per l’operazione vaccinale di massa, si dovesse recare al Terminal 2 di Malpensa, ipotesi oggi caduta e sostituita con Malpensa Fiere per il sud della provincia, come Amministrazione, abbiamo messo a disposizione di ATS il piazzale Roma, per intenderci il grande spazio dove annualmente si svolge la Fiera Campionaria di Varese ed il Luna Park, in zona Schiranna.

E così abbiamo coinvolto, oltre che ATS, anche il Ministero della Difesa con il Ministro Guerini affinché lo stesso autorizzasse l’Esercito a intervenire e a montare un tendone di circa 1200 metri quadri al fine di attrezzare l’area a cui poi si aggiungeranno, ovviamente, anche il resto delle strutture richieste e cioè padiglioni da inserire sotto la struttura per tenere separati gli ambienti, tavoli, sedie, pc, collegamenti internet e tutto quanto necessario affinché tutto possa funzionare al meglio e coprire in un periodo giornaliero, dalle 6 del mattino sino alle ore 24, tra le mille e le duemila persone da vaccinare

Credo che sia a tutti evidente che questo tipo di disponibilità messa in atto dalla Amministrazione del Capoluogo a favore, non solo dei cittadini di Varese, ma anche ad una larga fetta di popolazione della provincia significherà un ulteriore aggravio di lavoro per la nostra Polizia Locale che dovrà regolare il flusso di arrivo e di uscita di centinaia di auto ed, accanto a loro, vedremo anche ulteriormente impegnati in tutte le operazioni di supporto e di accoglienza la Protezione Civile, gli Alpini e tutte le altre associazioni di volontariato che già da tempo collaborano con il Comune di Varese in questo periodo di pandemia.

Tutto questo si comincerà a vedere già delle prossime settimane perché, nel momento in cui scrivo, si stanno predisponendo le attività di supporto all’Esercito per montare nel breve il tendone e avviare così le altre operazioni per rendere al più presto attiva l’area per iniziare la fase di vaccinazione di massa.

Credo che sia evidente a tutti di come l’Amministrazione Galimberti, al di là di quelle che sono le sue competenze in materia sanitaria, stia facendo veramente il possibile, come anche altre amministrazioni comunali di altro colore politico, per affiancare le diverse Istituzioni e i diversi livelli di competenza, in questo difficile momento, per sostenere le frange più fragili della nostra popolazione e rendere meno faticoso il percorso vaccinale a tutti i cittadini. Ed è per questo che, francamente, ho trovato sopra le righe e un tantino stucchevole la polemica innestata nei confronti del Sindaco Galimberti da un consigliere regionale leghista a fronte della notizia della messa a disposizione del sito della Schiranna per procedere alla vaccinazione di massa.

Il buttarla meno in “caciara” e forse qualche polemica pretestuosa evitata rispetto a qualche grado di efficienza in più dell’Istituzione superiore, in materia sanitaria, aiuterebbe i nostri concittadini a recuperare quel senso di fiducia che oggi non hanno nei confronti della politica e dei partiti. Ma forse si chiede troppo a chi è abituato a vivere di campagna elettorale permanente.

Roberto Molinari

Direzione P.le Pd Varese

( www.rmfonline.it del 6/03/2021 )