Populismo sanitario

I mesi estivi si prestano facilmente, per quanto riguarda la politica, a due aspetti.
Uno è il classico atteggiamento di quelli che buttano lì le affermazioni, i pronunciamenti e lo fanno in un periodo in cui le persone, per la maggior parte, hanno altro in testa, ad esempio le vacanze e questo avviene con lo scopo di far passare le proposte sottobanco, senza troppo clamore e senza grandi attenzioni.
Il secondo aspetto è invece di voler testare proprio in questo periodo le possibili reazioni ad una proposta o una idea che potrebbe essere poi lanciata in futuro senza compromettersi troppo.
Ho avuto di recente queste percezioni in due occasioni. Entrambe, ahimè, avevano a che fare con la salute degli italiani.
Il primo caso è stato quando il ministro Schillaci ha azzerato la Commissione Nitag, quella che si occupa di vaccini, per intenderci, e questa decisione è avvenuta sulla base della presenza nella stessa commissione di due noti no-vax.
Ma l’altro evento che mi ha fatto trasalire è stato apprendere che Salvini e il parlamentare, sempre leghista, Claudio Borghi, hanno prima attaccato Schillaci per il suo provvedimento sostenendo la necessità del pluralismo in Commissione Nitag e, successivamente, hanno contestato l’obbligo vaccinale presente oggi in Italia. Dunque ci risiamo.
Salvini & C. pur di strizzare l’occhio ai no-vax, pur di raccattare quattro voti tra le frange più estremiste del populismo da accattoni che oggi abbiamo in giro per il Paese, sono disposti sono disposti a mettere a rischio la salute delle persone ed in particolare dei bambini e delle bambine del nostro Paese.
Tali prese di posizione le avevamo già viste durante il periodo del Covid. Così come, ad onor del vero, anche da parte di alcuni di FdI e sempre, ovviamente, per puri motivi elettorali espressi con forme dubitative o, più nobilmente, in difesa di uno zoppicante presunto diritto di libertà. Recentemente, mi permetto di aggiungere, l’Italia, insieme a dei campioni di libertà come l’Iran e la Federazione Russa, non ha votato il piano pandemico dell’OMS, che contiene norme giuridiche vincolanti per affrontare le carenze sanitarie emerse durante il periodo Covid.
Quest’ultimo fatto è un pessimo segnale rispetto alla direzione di marcia che sembra aver assunto il nostro Paese in tema sanitario ed in particolare a proposito di ciò che non dovrebbe condizionare la discussione scientifica e cioè gli approcci ideologici.
E su questo sembra quasi che il nostro Paese a guida Meloni si stia allineando agli orientamenti di Trump.
Vorrei, tuttavia, al di là dell’ultimo esempio, rimarcare alcuni aspetti che mi paiono importanti soprattutto per chi si occupa di cosa pubblica.
Il vaccinarsi è sempre un esempio di civiltà e di altruismo ed è anche un atto di responsabilità e lo è soprattutto nei confronti di chi non può vaccinarsi.
Se io sono sano, ma non sono vaccinato, metto a rischio la salute di chi mi sta intorno.
Metto a rischio la salute di chi ha un sistema immunitario debole o compromesso (come lo hanno gli anziani ad esempio) o di chi, magari si sta sottoponendo ad una terapia oncologica o radiale.
Insomma, noi ci vacciniamo per noi stessi, ma anche per gli altri. E questo è civismo, senso di responsabilità e segno di appartenenza ad una comunità perchè su un soggetto sano il virus può attecchire senza fare danni, ma proprio perchè non vaccinato può risultare fatale per chi gli sta accanto. Ed è bene non dimenticarci del nostro passato in questo marasma di populismo sanitario che sembra aver contagiato molti governanti e politici oltre che parte del popolo.
A fine Ottocento l’aspettativa di vita era di 40 anni circa. Oggi è più del doppio. E questo è avvenuto per tre motivi. La presenza di norme igieniche, la scoperta dei principi e l’uso dei vaccini e, in ultimo, degli antibiotici.
Questi tre motivi messi assieme oltre ad altre scelte lungimiranti compiute nel corso del Novecento costituiscono la peculiarità del nostro welfare state. Quello europeo per intenderci e, soprattutto, quello che qualcuno oggi ci vuole togliere con teorie pseudo scientifiche e con i tagli economici alle risorse necessarie per il suo mantenimento.
Qualcuno che vuole il ritorno allo Stato minimo. Qualcuno che vuol riportare le lancette del tempo indietro.
Roberto Molinari ( pubblicato da www.rmfonline.it del 12 settembre 2025 )
